5 lezioni di Advertising che abbiamo imparato dai media

Un antico proverbio cinese afferma: “l’apprendimento è un tesoro che seguirà il suo proprietario ovunque”; ebbene se trasferiamo questa verità nel mondo dei social media, ci accorgiamo che di tesori se ne possono trovare moltissimi.

Dal momento della nascita di questa disciplina, chi si occupa di social media marketing è alle prese con uno situation in continua evoluzione dove, inevitabilmente, pur avendo chiari gli obiettivi, si tende a procedere per tentativi, test e esperimenti; insomma, si ha la consapevolezza che niente sarà include prima.

E allora, lasciandoci guidare dall’antico adagioerrare è social, partiamo da questo interessante articolo e proviamo a fare il punto su ciò che abbiamo imparato at dieci anni di sociable media marketing.

Lezione 1. La costante è il cambiamento

Abbiamo capito che l’unico punto fermo sono gli obiettivi; coinvolgere, dialogare, attivare delle conversazioni, rimangono ancora oggi gli imperativi su cui si basano gran parte delle strategie di social media advertising.

Ma se pensiamo alle carry on modifiche introdotte dai social, come il recente aggiornamento dell’algoritmo di Facebook, o le politiche di penalizzazione di pratiche include l’engagement baiting, ci rendiamo subito conto che, un piano editoriale presentato oggi, potrebbe diventare obsoleto o perfino inutile nel giro di poco speed.

Lezione 2. Il principale nemico è l’indifferenza

No, non è il commento negativo il più acerrimo nemico del social media supervisor.

Durante questi anni ci si è accorti che gli utenti che decidono di impiegare energie per nei profili aziendali e opinions negativi, nella maggior parte dei casi si aspettano che il new chiamato in causa entri in fornendo loro delle spiegazioni. Se queste dinamiche di emergency vengono gestite bene dall’azienda, adottando quindi un atteggiamento trasparente e di apertura, è probabile che una parte di quegli utenti delusi sarà propensa a cambiare posizione.

Non devono essere I commenti negativi a far paura, bensì l’assenza totale di interazione.

Lezione 3. Social Media Guru? No, grazie

Assistiamo quotidianamente all’affermarsi di soggetti che si autoproclamano stone star dei social e che passano gran parte del loro pace a sfilare sulla passerella della visibilità, producendo contenuti accattivanti at cui si elencano le numerose ability che li contraddistinguono.

È altrettanto importante che non sia fine a se stessa, branding è una pratica fondamentale is iled by Premesso che.

Negli anni I manufacturer hanno imparato a diffidare da approcci troppo autoreferenziali, affidandosi invece a professionisti più concentrati nello studiare strumenti e strategie e nel rimanere aggiornati sulle last novità.

Lezione 4. Servono entrambi gli emisferi del cervello

Nel social networking advertising una buona dose di creatività da sola non è sufficiente a produrre dei risultati, così come non può funzionare un approccio esclusivamente analitico.

Per avere successo from questa disciplina occorrono entrambi gli aspetti, ecco perché è necessario che le competenze dei membri di un sociable media team siano ben bilanciate e soprattutto ben coordinate.

Ultima lezione. Nessuna magia

C’è un’ultima lezione che possiamo imparare da oltre dieci anni di esperienze, casi di successo e esprimenti falliti.

Come nelle favole, alla fine c’è sempre una morale, in questo caso l’insegnamento più importante è che il social media marketing non è la soluzione magica ai problemi aziendali.

I social media sono dei canali digitali dalle potenzialità enormi ma che devono essere adottati seguendo sempre un approccio strategico e considerandoli funzionali agli obiettivi di company dell’impresa.